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MALATTIE PERI-IMPLANTARI-TRATTAMENTI CHIRURGICI

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Autori: S. Parma Benfenati, M. Roncati, C. Tinti

In caso di malattia perimplantare, la diagnosi risulta assolutamente cruciale. La raccolta di tutti gli indici biometrici parodontali, associata ad una documentazione radiografica completa, di buona qualità e, ad una valutazione protesico-riabilitativa, permette al clinico di emettere una diagnosi preoperatoria, programmando, di conseguenza, l’approccio chirurgico più indicato per il tipo di difetto. In caso di peri-implantite, l’opzione terapeutica più adeguata, riconosciuta dalla letteratura odontoiatrica internazionale basata sull’evidenza, è quella chirurgica, sempre, però, preceduta da un primo approccio non chirurgico e solo in caso di insuccesso di tale terapia iniziale. Se l’opzione chirurgica, proposta come approccio terapeutico ideale, non viene accettata dal paziente, gli autori suggeriscono un modus operandi, che sarà ripetutamente descritto, nei casi illustrati nel presente testo e nel volume “Malattie peri-implantari, protocolli non chirurgici” della dott.ssa Roncati. Si propone una classificazione clinica che si fonda sulla diagnosi del difetto, con l’obiettivo non solo di risultare semplice ed intuitiva, ma soprattutto utile nel pianificare una corretta terapia chirurgica. È opinione personale degli autori, che oltre all’entità e gravità del difetto, la qualità e la quantità del tessuto molle, la localizzazione dell’impianto in arcata, ma specialmente la possibilità di rimuovere o meno il manufatto protesico, giochino un ruolo fondamentale nella scelta dell’approccio terapeutico. Tra questi elementi decisionali, la possibilità di poter rimuovere il manufatto protesico ancorato a impianti risulta di primaria importanza, poiché non solo favorisce un miglior accesso chirurgico al sito, ma in particolare permette al clinico di intraprendere una tecnica sommersa (two-stage), rispetto a un approccio trans-mucoso (one-stage). Nel caso in cui sia prevalente un deficit dei tessuti molli, con inevitabile compromissione estetica, il clinico si orienterà verso un approccio di tipo ricostruttivo mucogengivale. Viceversa, nel caso sia presente un difetto osseo di tipo orizzontale, in un settore posteriore, si opterà per una tecnica resettiva, che, come riportato in letteratura, si associa ad un alto indice di predicibilità. La lesione più frequentemente riscontrata risulta essere il difetto combinato, infra- e sopra-osseo, solitamente trattato con un approccio rigenerativo. Le fasi cruciali del protocollo chirurgico: degranulazione del difetto, decontaminazione e detossificazione della superficie implantare infetta sono descritte in maniera tutoriale “step by step”, perché gli autori sono convinti che, se il protocollo è applicato fedelmente, influenza la predicibilità dei risultati. I numerosi casi clinici in questo Testo Atlante, con un follow-up clinico e radiografico dai 7 ai 28 anni, sono ben documentati, associando disegni, raffigurazioni schematiche e talvolta video, di elevato impatto didattico. In oltre una decina di casi si può apprezzare, mediante tecnica di rientro chirurgico, il tessuto di neoformazione ottenuto e la completa risoluzione della patologia infiammatoria. I contenuti del testo dal titolo “Malattie peri-implantari, protocolli non chirurgici” di Marisa Roncati, edito da Quintessence Publishing, sono assolutamente rilevanti, necessari e imprescindibili per una gestione pre e postchirurgica dei casi trattati, nonché per un approccio alternativo non chirurgico, nel caso non sia possibile eseguire un intervento, per ragioni sistemiche, motivazionali e/o economiche, o per altri motivi addotti dal paziente. La carrellata di casi comprende, inoltre, una serie di insuccessi clinici, il cui management risulta spesso particolarmente impegnativo non solo per il paziente, ma anche soprattutto per il clinico. Il libro è molto concreto, illustra in modo didattico molteplici tecniche chirurgiche, preparando e sensibilizzando gli operatori su “cosa fare e come farlo”, seguendo dettagliatamente il protocollo chirurgico, con l’obiettivo di evitare errori al neofita, e di fornire indicazioni utili al clinico esperto, considerando che alcune tecniche descritte sono operatore sensibili.

Anno Pubblicazione: 2019

Editore: QUINTESSENZA

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