PSICOFARMACOLOGIA VETERINARIA

Descrizione

Anno Pubblicazione: 2008

Editore: E.M.S.I. EDIZIONI MEDICO SCIENTIFICHE ITALIANE

Proseguendo in una attenta rassegna del panorama mondiale di nuove acquisizioni editoriali riguardanti le scienze veterinarie, la EMSI (Edizioni Mediche Scientifiche Internazionali) ha inteso estendere la sua iniziativa in un settore di moderno richiamo didattico e di proiezione professionale.Questa iniziativa è già stata coronata da precedenti successi con la pubblicazione in italiano di 2 edizioni della Farmacologia e Terapeutica Veterinaria curate nelle edizioni statunitensi dai Prof.ri Booth e Mc Donald e rispettivamente dal Prof. Adams, nonchè di quella, sempre in italiano, della Terapia Antimicrobica in Medicina Veterinaria curata nell’edizione statunitense dai Prof.ri Prescott e Baggot.Accanto a queste è successivamente venuta alla luce anche l’edizione italiana del Comportamento degli Animali Domestici curato dalla Prof.ssa Houpt. Questo ha una volta di più confermato il meritevole contributo della casa edtrice italiana alla funzione di divulgazione di opere scientifiche di assoluto valore internazionale. In questo contesto siamo stati interpellati sulla possibilità e sull’opportunità di arricchire il settore della medicina veterinaria con un volume intitolato Psicofarmacologia Veterinaria, pubblicato nel 2007 in prima edizione in lingua originale dalla casa editrice Blackwell Publishing a cura della Prof.ssa Sharon Crowell-Davis dell’Università della Georgia.Dopo una rapida ma attenta lettura ci siamo convinti a intraprendere la fatica della traduzione del libro sulla base dell’importanza di una trattazione esauriente dei principali principi attivi adottati sugli animali di interesse veterinario per la correzione dei vizi comportamentali che spesso sollecitano l’intervento del libero professionista ma anche della esigenza di fornire un bagaglio di conoscenze per i non pochi medici veterinari che intravedono un ampliamento della loro attività sanitaria con la specializzazione in questo settore.La trattazione della materia, ancorchè impostata soprattutto sugli animali d’affezione e su un numero di molecole che già hanno goduto di sperimentazione favorevole, consente di ottenere informazioni di confronto con l’utilizzo degli stessi farmaci nell’uomo.Pur con la limitazione dei farmaci trattati, che non copre l’intero armamentario di quelli psicotropi, come del resto onestamente segnalato dall’autrice del libro, riteniamo di sottolineare che la lettura del libro sarà utile ad ampliare le conoscenze sui meccanismi di azione con osservazioni più attuali derivate dalle interazioni con gli specifici recettori cerebrali, esaminate anche alla luce delle conoscenze di biologia molecolare finora scarsamente descritte nei trattati di farmacologia veterinaria.Prof. Carlo BerettaDr. Maurizio Cavalli

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